Rocche di Sant’Anna

E’ la storia di un promontorio abbandonato nei secoli che conserva ancora oggi i ruderi di una chiesa esposta al vento, al mare e al tempo. Si stima che l’originale costruzione risalga intorno all’anno 1000 mentre le più antiche fonti scritte parlano della sua ristrutturazione con una costruzione in arenaria intorno al 1500. In quegli anni ogni giorno veniva celebrata una messa ed in occasione della festa di Sant’Anna veniva allestita una fiera lungo l’antica via romana con giornate di musica, giochi, balli e canti.

Per anni questa festa venne condannata dal Vescovo di Brugnato e dal Podestà di Sestri perché ritenuta poco religiosa ma dopo alcuni decenni fu autorizzata ufficialmente della Repubblica di Genova. Oggi come allora è un posto unico. Era una meta di pellegrinaggio, oggi, di escursionisti. Il suo abbandono risale al 1810 quando venne costruita la strada litoranea e la sua esposizione, per quanto straordinaria e mozzafiato, contribuì al veloce degrado della struttura.

LE LEGGENDE

Si narra che nel 1300 un cavaliere della Provenza si stava recando a Roma e, giunto sul crinale del monte, scivolò con il suo cavallo verso il precipizio. Si rivolse implorante a Sant’Anna che gli salvò la vita interrompendo la sua caduta su un grosso cespuglio: egli allora, per riconoscenza della grazia ricevuta, fece costruire la cappella, intitolandola alla Santa.

Una seconda leggenda vede protagonista Anna, una graziosa fanciulla che ogni giorno saliva a cavallo sulle rocche con la speranza di scrutare all’orizzonte il suo amato Ubaldo partito per le Crociate. Con il passare del tempo la giovane venne presa dallo sconforto e una notte si gettò tra le onde. Il giovane cavaliere però fece ritorno qualche anno dopo e una volta giunto sulle rocche trovò solo una croce e una pietra. Le sue lacrime bagnarono la lapide sulla quale sarebbe sorta la chiesetta in ricordo della fanciulla innamorata.

LE ROCCHE OGGI

Il complesso oggi fa parte del SIC (Siti d’Importanza Comunitaria) della Liguria raggiungibile da un facile e suggestivo trekking che parte dalla Via Antica Romana di Sestri Levante che costeggia la ferrovia. Attraversa la Valle del Fico lungo una mulattiera considerata l’antica via Aemilia Scauri dove sono ben visibili i cosiddetti “Ponti romani”. In realtà le ricerche smentiscono l’origine di questi sei ponti privi di solide fondamenta e alcuni documenti del 1610 li considerano frutto del lavoro di alcuni contadini locali.

Crocevia di alcuni sentieri escursionistici locali, nel 2000 la zona fu devastata da un incendio e ancora oggi si possono notare le tracce e i danni alla flora che circonda i ruderi. Tuttavia le rocche restano un luogo affascinante per la sua storia incerta ancora da scoprire a fondo, per il suo grandioso panorama che domina l’intero golfo del Tigullio, per la sua gente che ha contribuito e lo renderà ancora un luogo dove poter tornare.

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