Una delle colonie montane elioterapiche realizzate durante il regime fascista. Il progetto fu affidato all’ing Camillo Nardi Greco, già autore delle colonie montane di Renesso a Savignone (1933), Rovegno (1934) e di quella marina di Chiavari (1935).

Inaugurata nel 1938, poteva ospitare fino a 450 bambini; la sua apertura veniva effettuata nel periodo estivo giugno-settembre. Il complesso occupa un’area di 100.000 mq.Il primo e il secondo piano erano destinati alle camerate dormitorio dei bambini, con le stanze disposte lungo il lato sud dell’edificio e i servizi lungo il lato nord. Il terzo piano era dedicato alla cura dei bambini, il quarto e il quinto erano assegnati alla servitù mentre il piano terra ai locali comuni come il refettorio, la palestra e l’amministrazione.

L’organizzazione funzionale e distributiva, la spazialità e luminosità degli ambienti, la semplicità delle forme e la direzionalità dell’impianto orientato lungo l’asse eliotermico, denunciano i caratteri propri dello stile razionalista.

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