I forti di La Spezia: Portovenere e il Monte Muzzerone

Un trekking tra le fortificazioni di La Spezia: da Portovenere al Monte Muzzerone ai confini del Parco Nazionale delle Cinque Terre

Portovenere

Al confine tra il Parco Nazionale delle Cinque Terre e il Golfo dei Poeti, sorge l’affascinante villaggio fortificato di Portovenere. Le scogliere rocciose di questo promontorio offrono ai visitatori uno  spettacolo naturalistico e storico. I sentieri s’inerpicano sulle falesie di oltre 200 metri che si tuffano a strapiombo sul mare aggirando la cinquecentesca fortezza dei Doria e l’ottocentesco forte del Muzzerone.

Il percorso si può affrontare in circa 3 ore complessive dedicando un’ora al bellissimo borgo sul mare e due ore per salire e scendere dal monte Muzzerone. Con una difficoltà di tipo Escursionistico si percorre buona parte dell’escursione sul Sentiero Nr. 1 delle Cinque Terre, deviando successivamente su un sentiero secondario per raggiungere la cima del monte. L’ultimo tratto d’estate presenta una rigogliosa vegetazione e può essere evitato seguendo la comoda strada militare che raggiunge la vetta.

Come arrivare

Portovenere si raggiunge da La Spezia con la strada provinciale 530 che costeggia il promontorio fino alla punta per circa 10 km. Parcheggiamo l’auto in uno dei numerosi parcheggi all’ingresso del centro abitato e percorrendo la nuovissima passeggiata mare si raggiunge in breve la coloratissima palazzata a mare. Gli appassionati di arrampicata possono raggiungere anche la Palestra del Muzzerone immersa in un ambiente davvero selvaggio. Percorrendo la strada tra La Spezia e Portovenere, poco prima della località Le Grazie si può svoltare con l’auto a destra seguendo le indicazioni per la palestra di roccia.

Portovenere

Percorriamo tutta la calata con la sua sequenza continua di ristoranti, gelaterie e negozietti immersi tra il blu del mare e le variopinte case dai colori pastello. Si raggiunge così la spianata rocciosa terminale dominata dalla Chiesa di San Pietro costruita nel 1277 proprio sulla punta del promontorio. Oggi si presenta nel suo stile gotico-genovese offrendo una suggestiva panoramica sul golfo. In realtà la struttura originariamente era un tempio dedicato a Venere. La leggenda narra di uno straordinario insieme di rigogliosa vegetazione, un clima eccezionale e un mare limpido colorato di verde giada a indurre Venere a fermarsi su questi scogli ventosi. Da qui nasce il nome di Portus Veneris, il porto della dea dell’amore.

Dalla spianata della chiesa scende una ripida scalinata che raggiunge la Grotta dell’Arpaia, detta anche di Byron a ricordo del famoso poeta che attraversò tutto il golfo di La Spezia fino a Lerici. Poco più avanti inizia una salita che porta al bel sagrato della Chiesa di San Lorenzo e proseguendo sul selciato si raggiunge il romantico cimitero in una splendida posizione panoramica tra i bastioni del Castello Doria. La fortezza risalente al XV secolo fu realizzata dai genovesi come baluardo contro Pisa. Venne ampliata nel XVII secolo con il bastionato che si affaccia sul promontorio. L’aspetto attuale della fortezza è frutto di una fedele ristrutturazione ed è aperta al pubblico tutti i giorni.

Monte Muzzerone

Dallo spiazzo davanti al Catello Doria il sentiero prosegue ripido lungo le pendici meridionali del Muzzerone. In una rada pineta immersa nella macchia mediterranea si incontra una cava abbandonata e un bivio dove proseguiamo dritti. Dopo il basamento per le antenne la vista si apre nel bellissimo panorama sulla palestra di roccia, sull’Isola Palmaria, Tino e Tinetto. Gli scoscesi pendii del Monte Castellana aprono la vista sulla costa di Campiglia. Dall’osservatorio, un sentiero pianeggiante raggiunge la strada asfaltata che in poco più di 100 metri raggiunge il piazzale del Forte Muzzerone. Queste postazioni militari, realizzate nel 1880, erano attrezzate con 11 obici e 2 cannoni antinave ed entrarono più volte in azione durante la seconda guerra mondiale. L’opera si può osservare solo dall’esterno in quanto viene utilizzata al suo interno come poligono di tiro.

Torniamo sui nostri passi e prendiamo il bivio a quota 200 metri che avevamo ignorato sul percorso di andata. In località Mortea passiamo accanto al rifugio Muzzerone dove si può pernottare. Seguendo la pista pianeggiante si raggiunge la strada di servizio al forte, a cui si arriva dopo alcuni tornanti nel bosco. Al bivio, proseguendo a destra, si raggiunge dopo 10 minuti la Sella Derbi, da dove il sentiero prosegue per Campiglia con accesso alla palestra di roccia. Le falesie esposte a sudovest, sono ben riparate dai venti e adatte all’arrampicata invernale. Il ritorno avviene sul percorso dell’anadata in poco più di mezz’ora.

2 Commenti

  1. Ho percorso molte volte questo sentiero, bellissimo e spettacolare. Ora la prima escursione che farò questa primavera, pandemia permettendo, volevo partire da Campiglia, raggiungere la località S. Antonio e scendere sol sentiero 4 fino a Monasteroli.
    Molto interessante il tuo articolo per chi vuole visitare questa bellissima località della nostra Liguria.

    • Molto bello anche quel pezzo fino a Monesteroli, speriamo in una situazione sanitaria migliore per poter ricominciare ad esplorare nuovi luoghi grazie del commento e un saluto!

1 Trackback / Pingback

  1. Framura: il sentiero Verdeazzurro da Deiva Marina

Racconta la tua esperienza in questo luogo