Le città fortificate del Sahara: dove i selfie sono vietati

Nelle città fortificate del Sahara ogni visitatore vive un'esperienza autentica tra le regole di un turismo sotenibile

Città fortificate del Sahara

La più grande nazione dell’Africa è l’Algeria, ma circa quattro quinti del suo territorio è ricoperto dal deserto. Nella Valle di M’Zab, ai margini settentrionali delle distese aride sorgono le città fortificate del Sahara. Le cinque realtà storiche sono conosciute come la Pentapoli e sorgono lungo il Wadi Mzab, un fiume praticamente asciutto che accoglie le sue acque solo una volta ogni tre-cinque anni. El-Atteuf è la più antica fondata nel 1012, Melika, Bounoura, la Città Santa di Beni-Isguen e Ghardaïa, il principale insediamento e cuore commerciale della valle. Nel 1982, il M’Zab è stato classificato come sito del patrimonio mondiale dell’Unesco per la sua cultura e architettura altamente distintive.

Furono fondate dai Mozabiti tra l’XI e il XIV secolo, un popolo semi-nomade con una propria lingua distinta, il Tumzabt. Ogni città ha una rete compatta di strade: le più strette sono larghe abbastanza per ospitare un asino, mentre le strade principali da e per il mercato possono ospitare un cammello. Le piazze centrali un tempo erano il cuore del commercio mentre oggi sono regolate dagli enti locali che hanno abolito tutti i negozi di souvenir. La piazza è considerato un luogo di coesione sociale dove andare a sedersi con la propria famiglia e conoscere i propri concittadini.

Le regole del turismo sostenibile

Nelle città fortificate del Sahara l’acqua è più preziosa dell’oro e proviene dalle falde acquifere del deserto. Un ente idrico gestisce la distribuzione dell’acqua alla popolazione attraverso regole ferree, chi prova ad approffittarne può essere addirittura cacciato dalla società. I regolamenti sono necessariamente rigidi considerando che dal 2007 al 2018 non è caduta neanche una goccia di pioggia. In modo analogo le 100.000 palme della valle sono soggette a regole rigorose.

Tutti i visitatori, compresi gli algerini, possono entrare nelle cinque città fortificate solo accompagnati da una guida locale. Il tabacco è da tempo vietato nei centri storici per motivi religiosi, mentre numerosi cartelli indicano altri comportamenti vietati, tra cui lo scatto di selfie, l’uso di abiti indecenti e l’uso di telefoni cellulari. Esiste una netta consapevolezza tra turismo di massa e turismo sostenibile. Ogni visitatore riesce ad apprezzare il vero aspetto del luogo. Un posto reale, pieno di persone reali, dove il cibo è fatto in casa e vivere in una famiglia offre un’esperienza autentica.

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