Colonia Antonio Devoto

Colonia Roberto Devoto

L’enorme edificio a sei piani della colonia Fondazione Antonio Devoto offre un’atmosfera suggestiva tra lo stridente contrasto di questa costruzione e il bosco che lo circonda. Non resistiamo alla curiosità ed entriamo da una delle finestre del piano terra per visitarlo all’interno. Antonio Devoto fu un benefattore del luogo, emigrato in Argentina dove fece fortuna. Ora si giustifica anche il nome di Buenos Aires dato alla località qui appresso. Fece costruire qui un edificio per ospitare bambini bisognosi che restò in funzione fino agli anni 70. Le finestre con vetri rotti danno l’idea dell’abbandono della colonia che però all’interno non è diventata la casa di uccelli né di altri animali. I diversi piani hanno la stessa planimetria: una grande sala, i dormitori, i bagni comuni, le cucine. Materassi e reti per letti a misura di bambino sono ancora accatastati, così come vecchi indumenti e stipetti di ferro smaltato tutti uguali (probabilmente i comodini).

Colonia Roberto Devoto

L’enorme complesso di circa 22.000 metri quadrati (ha 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno), oltre all’accoglienza di fanciulli poveri nel dopoguerra ebbe diversi utilizzi tra cui, per la salubrità della zona, anche quello di casa di cura per malattie polmonari. È infatti ancora oggi noto come “Il collegio dello Zatta”.

 

(The building is dedicated to Antonio Devoto, philantropist, (born 1832, Lavagna – deceased 1916, Buenos Aires), whose generosity and farsightedness, together with the determination of his wife, allowed for the building of the complex on the slopes of Mount Zatta, in the 1930s.

The enormous complex (it has an area of around 22.000 sqm and 365 windows, one for each day of the year) initially hosted poor children, but after the war it was used for many different purposes, also as a sanatorium for pulmonary diseases, as it is located in a very wholesome area. For its past, it is known today as the “College of Zatta”)

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