I Forti di Genova

Con il Congresso di Vienna del 1815 la città di Genova venne annessa al regno di Sardegna. I Savoia avevano raggiunto un obiettivo perseguito da almeno due secoli. Con l’acquisizione del più importante porto del Mediterraneo lo Stato Maggiore dell’esercito sabaudo decise di rafforzare e completare le fortificazioni genovesi al fine di creare una piazzaforte di prim’ordine.
IMG_0470__1_LocaltoneIl comandante delle truppe inglesi William Bentinck aveva previsto un piano per il rinforzo delle fortificazioni del Settecento: forte Tenaglia, Belvedere, Sperone, Fratello Maggiore, Puin, Richelieu e Santa Tecla. Altri interventi sarebbero stati avviati in un secondo momento al Fratello Minore, Diamante, Begato, Castellaccio e Quezzi. Il piano inglese fu ripreso dal maggiore Andreis, direttore del Genio Militare di Genova. Dopo il 1817 proseguì infatti le opere di fortificazione proseguendo ad erigere anche nuove postazioni: le Torri. Ne furono però costruite soltato tre: San Bernardino, Quezzi, e Monte Ratti perchè nel 1825 i cantieri furono bloccati a seguito delle numerose critiche sulla effettiva funzionalità di tali opere.

Al compimento dell’Unità d’Italia nel 1861 la piazzaforte di Genova poteva contare su un completo sistema di opere fotificate ma i notevoli progressi compiuti dall’artiglieria li resero ben presto obsoleti. Il generale Mezzacapo, presidente della Commissione per la Difesa di Genova, nel 1881 osservò nella sua relazione che la difesa fronte mare costituiva un problema grave da risolvere con IMG_0687_6_8_firmataurgenza. Fu così messo in atto un piano di ampliamento del campo trincerato fronte mare con 14 batterie realizzate tra il 1888 e il 1896 quando tutte le opere potevano dirsi terminate.
Il 19 maggio 1913 la Commissione mista per la difesa dello Stato presieduta dal presidente del Consiglio Giovanni Giolitti mise nuovamente in discussione la piazzaforte di Genova. Il generale Alberto Pollio, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito avrebbe preferito irrobustire la difesa con cinque nuove batterie sul fronte mare, ma la tesi fu contrastata dal generale Luigi Cadorna, il quale sosteneva che per difendere Genova occorrevano investimenti tali e così urgenti da rendere conveniente l’abbandono del centro abitato. Vinse così la tesi di Cadorna e il 6 agosto 1914 con Regio Decreto 635 Genova fu dichiarata città aperta.

Durante la Grande Guerra alcuni forti di Genova ospitarono i prigionieri austriaci catturati sul fronte orientale, mentre nel primo dopoguerra molte opere furono parzialmente attrezzate e impiegate dalla milizia contraerea italiana e tedesca.

LE OPERE IN DETTAGLIO

  • Torre San Bernardino – 1825
  • Forte Castellaccio – 1633
  • Torre Specola – 1818
  • Forte Sperone – XVIII-XIX secolo
  • Forte Begato – 1818
  • Forte Tenaglia – 1801-1814
  • Forte Crocetta – 1818
  • Forte Belvedere – 1815
  • Forte Puin – 1815
  • Forti Fratello Minore e Fratello Maggiore – 1815
  • Forte Diamante – 1758-1814
  • Forte Quezzi – 1815
  • Forte Monteratti – 1831
  • Forte Richelieu – 1819
  • Forte Santa Tecia – 1815
  • Forte San Giuliano – 1826
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