Monte Gifarco dal Passo del Fregarolo: la Spada nella Roccia

Sui sentieri tra Val d'Aveto e Trebbia, un trekking alla ricerca della Spada nella Roccia: la leggenda del Monte Gifarco.

Monte Gifarco

Ci troviamo sull’appennino ligure, sul crinale montuoso che divide la Val d’Aveto dalla Val Trebbia. Qui si sviluppa un’interessante rete di sentieri dove gli escursionisti si avventurano alla ricerca della famosa Spada nella Roccia. Si trova sulla vetta del Monte Gifarco e si può raggiungere attraverso differenti percorsi.

L’itinerario più completo prevede un percorso (E) ad anello di circa 5 ore e mezza e parte dal paese di Fontanigorda. Si attraversa il fiabesco Bosco delle Fate e affrontando un dislivello di 700m si raggiunge il Passo del Fante. Deviando a sinistra si raggiunge il Monte Gifarco (EE), quindi il Monte Roccabruna per poi fare ritorno a Fontanigorda attraverso il Passo di Esola.

Il trekking

L’escursione che abbiamo intrapreso è una valida alternativa al percorso ad anello. Prevede un tempo di percorrenza complessivo di circa 2 ore e mezza con un dislivello ridotto di 200m in quanto si sviluppa interamente sullo spartiacque delle valli Trebbia e Aveto. Il percorso è di tipo Escursionistico ad eccezione della salita finale al Monte Gifarco classificata EE (per Escursionisti Esperti).

Il nostro percorso ha inizio dal Passo del Fregarolo e lo si può raggiungere in auto percorrendo la SP48 che collega Cabanne con Fontanigorda. Il sentiero ha inizio sul passo, all’interno della curva a gomito, contrassegnato da un pallino giallo che contraddistingue tutto il sentiero del crinale. Dopo pochi passi s’incontra una cappelletta quindi attraversiamo una piccola pineta e scavalchiamo una cima poco marcata. Il sentiero prosegue all’ombra del bosco di faggi avvolto dagli straordinari colori autunnali. Il tappeto di foglie attutisce i nostri passi mentre ci accompagna il fruscio delle foglie rosse e gialle che cadono dagli alberi. In un sali-scendi poco impegnativo si raggiunge tranquillamente il Passo del Fante dove sulla sinistra s’incontra il sentiero che arriva da Fontanigorda.

Voltiamo a destra e facilmente raggiungiamo il Passo del Gifarco. Qui si può vedere la parete rocciosa dell’omonima vetta. Si prosegue a destra e si aggira il monte fino ad arrivare al bivio contrassegnato da una freccia in legno che indica di voltare a sinistra per trovare la ricercata Spada nella Roccia. Da questo bivio il sentiero diventa più impegnativo, prima si affronta una ripida salita che arriva ad una zona boschiva sotto la vetta, poi si avvicina alla parete e, attraverso due formazioni rocciose, si compie un vero e proprio balzo in semi-arrampicata, agevolata da appigli naturali fino alla vetta.

Il Monte Gifarco

Questa curiosa montagna è caratteristica per la sua posizione isolata. Scoscesa a nord, con uno strapiombo roccioso a Sud, offre dalla sua sommità una panoramica aerea niente male. La sua roccia è composta da amigdala diabasica e nella parte più pendente presenta anche una seconda via d’accesso ancora più ardita. Per la sua caratteristica geografica venne usata come postazione di vedetta dai doganieri, all’epoca dei Fieschi, per sorvegliare la famosa mulattiera del Gifarco, una importante via di comunicazione commerciale. Sulla parte nord della sommità si possono notare infatti degli scavi con i resti di antichi muretti che facevano da contorno alla postazione di vedetta.

Con la sua panoramica a 360 gradi si nota subito lo stupendo colpo d’occhio sulla Val Trebbia in cui si adagiano i borghi di Casanova e Fontanigorda. Più lontano sull’altro versante si notano i villaggi di Cassingheno, Fontanarossa, Bertazzi e Bertone dominati dal monte Antola, Costalta, Alféo e Carmo. Verso la Val d’Aveto spiccano le vette del Monte Bue, del Maggiorasca e dell’Aiona che proteggono i paesi di Santo Stefano d’Aveto, Allegrezze, Villa Noce e Costa Figara. Vicini al Gifarco invece svettano come due sentinelle il Castello Fante e la Rocca Bruna.

La Spada nella Roccia

La Spada nella Roccia del Monte Gifarco è in grado di appassionare sia grandi che bambini. Una vera e propria attrattiva che alimenta la fantasia e la curiosità. In realtà l’idea nasce da un alto valore simbolico che i nonni narrano ai nipoti da generazioni. La leggenda vede protagonista il valoroso cavaliere San Galgano. Mentre era di ritorno dalle crociate decise infatti di conficcare nella roccia la sua spada per formare una croce. Il suo simbolo sancì così la fine delle sanguinose battaglie e la vittoria della cristianità. Una targa accanto alla spada infatti riporta proprio questa scritta:

“Attraverso questa croce che il santo cavaliere Galgano fece di sua spada possano l’amore e la pace del Cristo diffondersi sulla Terra.”

Nel corso degli anni alcuni vandali hanno provato più volte ad estrarre la spada per evocare la storia di Re Artù, provocando spesso diversi danni. Ma ancora oggi il Monte Gifarco svetta con il suo simbolo di pace nelle pace di un parco rigoglioso e fiabesco.

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