Monte Lesima: i sentieri, l’anello e il radar ENAV

Un trekking tra le valli piacentine e i piani verdi della Val Trebbia alla scoperta del Monte Lesima e del suo inconfondibile Radar ENAV

Monte Lesima

Il Monte Lesima è la quarta vetta dell’appennino ligure per altitudine, con i suoi 1724 m separa la Valle Scrivia dalla Val Trebbia. Fa da confine alle provincie di Piacenza e Pavia con i sui versanti ripidi verso est, erbosi e piani verso ovest. Nei primi mesi estivi i suoi sentieri sono invasi da fioriture eleganti e profumate, i prati accolgono orchidee, fiordalisi, botton d’oro, aquilegie e si trasformano in pascoli ideali per bovini e cavalli.

Le faggete ricoprono i pendii più ripidi che si trovano al di sotto della nota parete di rocce stratificate. Questa conformazione del Monte Lesima viene chiamata localmente Rocca del Lupo, per via di un lupo che vi sarebbe precipitato. D’inverno, incrostata di neve e ghiaccio, diventa una bella sfida per gli alpinisti.

Zerba – Monte Lesima

La nostra escursione parte dal borgo di Zerba, il più piccolo comune dell’Emilia Romagna. Il suo nome deriva da una pratica montana utilizzata per bonificare il territorio scosceso, era usanza infatti inserire massi e pietre all’interno di un terreno franoso. Ci troviamo sul crinale boschivo del Lesima dove il sentiero di tipo Escursionistico presenta un dislivello di 827 m con tempi di percorrenza che si aggirano intorno le 3 ore.

Per chi volesse accorciare l’escursione è possibile da Zerba proseguire in auto fino ad incontrare il crocevia tra l’anello del Lesima (4 ore E) e il sentiero che sale da Ravaiolo Vecchio (4 ore EE). Qui si lascia l’auto in prossimità di uno spazio erboso vicino un cartello escursionistico e una mini area pic-nic. Da qui è possibile prendere il sentiero a sinistra, in salita verso la vetta del Lesima, già ben visibile dall’area di sosta, con un tempo di percorrenza di 1 ora e mezza.

La salita è in gran parte piacevole e si alterna a prati erbosi e piccoli tratti di faggeta. Si raggiunge un’ampia sella erbosa dove la vista si apre sulla vetta del Lesima. Nei caldi mesi estivi il versante è attraversato da correnti che rendono meno ardua la salita. L’ultimo tratto invece è piuttosto ripido e si attraversa una pietraia che solca il versante sud-est del monte, poi si continua più dolcemente fino in cima al monte.

La vetta e il radar

In cima sorge una grande croce a traliccio metallico. Venne benedetta il 5 novembre 1954 dal vescovo di Bobbio durante una messa storica che richiamò i fedeli in processione da Zerba, Pej, Corbesassi, Bogli e tutte le frazioni nei dintorni in una bellissima giornata di sole. La croce alta tredici metri fu realizzata e donata dalla ditta S.E.E.E. e trasportata con muli e buoi dagli abitanti di Zerba durante un autunno eccezionalmente mite.

Alla fine degli anni ottanta, nei pressi della croce, fu costruito un imponente radar a forma di geoide. È utilizzato dall’ENAV per il controllo del traffico aereo di numerosi aeroporti italiani, di Zurigo e Marsiglia. Il globo bianco è diventato un simbolo inconfondibile del Lesima, ben visibile anche da molto lontano. La struttura è raggiunta da una rotabile asfaltata che sale lungo l’erbosa cresta nord-ovest. Fino al 2008 era presidiato 24 ore su 24 da personale specializzato, mentre oggi è solamente monitorato a distanza in quanto reso completamente automatizzato.

L’anello del Lesima

Si può raggiungere nuovamente l’auto tornando sui nostri passi, in discesa, lungo il crinale sud del monte. In alternativa si può compiere un vero e proprio anello allungando i tempi di percorrenza a 4 ore complessivi.

Il percorso completo prosegue in dolce discesa lungo la serpentina della strada militare che solca i versanti erbosi verso Nord. Si raggiunge a quota 1685 m il Monte Tartago e poi sempre in discesa attraverso il Passo della Ritorta si arriva sui 1489 m del Monte Terme.

Da qui si prosegue fino ad arrivare al Passo la Colla dove si abbandona il sentiero e si prende a destra una carrareccia più larga che porta in falsopiano verso la località Prodongo. In prossimità di un paradisiaco albergo con piscina e parco, si volta sulla strada asfaltata in salita. Qui si prosegue sempre su strada asfaltata all’interno della faggeta fino a raggiungere l’area di sosta dove abbiamo lasciato l’auto.

4 Commenti

  1. davvero bella questa proposta di viaggio, l’ho letta con molto interesse, io come sai cammino sempre per monti. Se riesco fra le infinite mete di quest’anno inserisco anche questa. Da Zerba ci sono dei cartelli che segnalano l’escursione? Si trova parcheggio in quel piccolo borgo?

    • Si può lasciare l’auto di fronte alla chiesa, non c’è molto spazio ma non c’erano molte auto. Un cartello sotto la chiesa indica l’inizio del percorso in salita, occorre seguire sempre per “Lesimavetta”

Racconta la tua esperienza in questo luogo