Mugello Circuit

cropped-img_0125_1_2__detail.jpgI “semafori rossi” si sono accesi e spenti per la prima volta nel 1914 sui 66 chilometri polverosi che da Scarperia salivano fino a Firenzuola. I migliori conduttori di allora erano Campari, Brilli Peri, Enzo Ferrari, Antonio Ascari, Borzacchini, oltre, naturalmente, ad Emilio Materassi, idolo locale; ma il prestigioso trofeo delle Mille Miglia fu presto ostacolato dalle due guerre mondiali e il circuito rimase in ombra fino al 1955 quando la rinascita e la popolarità delle gare su strada convinse dirigenti appassionati come Pasquale Borracci ed Amos Pampaloni a riproporre la competizione sul tracciato classico dei 66 km. Il destino volle che le storie del Mugello e del Cavallino Rampante si incrociassero più volte fino al 1988 quando l’autodromo venne acquistato dalla Ferrari che si è preoccupata di aggiornarlo con i sistemi di sicurezza migliori, cosa che continua ad esser fatta ogni anno senza però alterare il tracciato originale, il quale rimane tra i più belli ed impegnativi del mondo.

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Oggi, oltre ad essere una tappa fissa del Motomondiale, il Mugello ospita svariate competizioni sia di moto che di auto, come il CIV, il Ferrari Challenge Europe e l’ACI Racing Weekend, oltre ad essere stato sede di test di Formula 1 e dei raduni automobilistici e motociclistici più disparati. Il Circuito Internazionale del Mugello si snoda attraverso 5245 m composti da 15 curve, 9 a destra e 6 a sinistra, ed il lungo rettilineo dei box; il tracciato è largo dai 10 ai 14 metri, con un dislivello di 50 metri: questo è possibile poiché il circuito è stato adattato al territorio, pensato come un tutt’uno con quelle colline, ed è proprio la sua conformazione a renderlo così particolare. La cornice dei 150 mila spettatori sulle tribune naturali completa lo spettacolo in un’atmosfera unica al mondo.cropped-img_0102.jpg

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