Rifugio Nuvolau: un nuovo guardiano delle nuvole tra le Dolomiti

Dopo 47 anni il Rifugio Nuvolau cambia gestione. Una nuova emozionante avventura ha inizio nel famoso angolo delle Dolomiti.

Rifugio Nuvolau

Il rifugio Nuvolau è più vicino al cielo che alla Terra, è un paradiso che non permette di scappare se ne diventi il custode. Costruito nel 1883 e situato sull’omonimo Monte, si trova tra le straordinarie vette delle Dolomiti di Cortina d’Ampezzo. Dopo 47 anni è stato lasciato dallo storico rifugista Mansueto Siorpaes e il CAI da inizio del 2021 ha aperto un bando per aggiudicare la nuova gestione. Su 253 candidati è stato aggiudicato alla 28enne Emma Menardi che si occuperà del rifugio insieme ai 2 fratelli e alle 2 sorelle in un team di giovanissimi.

“Anche la cima che sovrasta la più irragionevole parete ci invita a salire. E se noi riusciremo a vincerla la gioia del successo sarà intimamente più bella”

Questa è la scritta che accoglie gli escursionisti all’ingresso del Rifugio Nuvolau. La struttura dispone di 24 posti letto, pochi metri quadrati di sassi attorno e ancor meno litri d’acqua dentro. Si rifornisce solo attraverso la teleferica e attira migliaia di turisti perchè il sentiero più battuto è alla portata di molti. La gestione non è affatto semplice, molti si accontentano dello spettacolare panorama altri pretendono menù stellati. Emma, amante dei viaggi in solitaria, ha ricevuto la notizia mentre pedalava lungo la Carretera Austral in Cile. A febbraio dello scorso anno era partita per l’Argentina, poi si è diretta in Cile dove è rimasta bloccata 2 mesi in tenda per il lockdown. Vista la situazione in Europa ha deciso di rimanere e proseguire il suo viaggio lungo la Patagonia.

Come si diventa rifugista?

Occorre rispondere ai bandi delle sezioni locali del CAI che vengono pubblicati sulla stampa o sul sito del rifugio. Il gestore paga un affitto e guadagna in base all’attività. Alcune strutture permettono incassi come alberghi coprendo fino a 6000 pernottamenti a stagione, altre contano di 600 pernottamenti in un anno. E’ importante essere informati prima di partecipare al bando. Oltre alla gestione del rifugio il CAI richiede il presidio del territorio. Dal momento che rappresenta il punto di riferimento della zona il rifugista ha il compito di prestare il primo soccorso, di conoscere e mantenere agibili e puliti i sentieri di accesso, promuovere i prodotti locali. Nei 420 rifugi CAI oggi la maggior parte dei gestori sono storici, mancano molto i giovani e la storia di Emma può essere di grande esempio.

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