Simone Modica

Il Monte Trevine da Faggio dei Tre Comuni

La vetta del Monte Trevine offre la visuale più suggestiva del Monte Penna percorrendo le valli del Taro e del Ceno, due fratelli leggendari.

Il Monte Trevine da Faggio dei Tre Comuni

Oggi ci troviamo sul versante emiliano dell’appennino ligure, sempre al confine con il Parco dell’Aveto. Il nostro percorso si svolge in gran parte nella faggeta toccando la panoramica vetta del Monte Trevine. Chi volesse c’è la possibilità di completare il percorso ad anello nella Foresta del Monte Penna. Il sentiero è in gran parte Escursionistico ma presenta un livello di difficoltà EE nel breve tratto roccioso tra il Monte Pennino e il Penna. E’ sconsigliato percorrere questo tratto con roccia bagnata o in presenza di ghiaccio e neve.

Abbiamo raggiunto il piazzale di partenza percorrendo la provinciale che da Santo Stefano d’Aveto raggiunge il Passo del Tomarlo. Da qui si prende la deviazione per la foresta del Monte Penna. Giunti al Passo del Chiodo si scende sul versante parmense in direzione del Passo della Tabella, fino ad un evidente spiazzo dove ha inizio la sterrata segnalata per il Faggio dei Tre Comuni.

Ma perché si chiama Faggio dei Tre Comuni?

In realtà con il termine Faggio in queste zone non viene inteso l’albero singolo. Indica proprio la presenza di una grande faggeta che si estende sul territorio dei tre comuni limitrofi: Bedonia, Santo Stefano d’Aveto e Borzonasca.

Faggio dei Tre Comuni

La leggenda dei due fiumi fratelli

Sulla strada che porta dal Passo del Chiodo al Faggio dei Tre Comuni possiamo notare sulla destra una piccola area di sosta che segnala la sorgente del torrente Ceno, il più importante affluente del fiume Taro. Su questi crinali nasce cosi questa competitiva leggenda.

“Tra le rupestri scogliere del Monte Penna, come dentro a una cuna di sasso, due polle argentine affiorano, un giorno, improvvise. E poi che del fresco gorgoglio tosto fu pieno la fronte, decisero i due fratelli di spartirsi e prendere ciascuno la sua via, giù per le valli segnate, per incontrarsi a Fornovo. Chi primo fosse giunto avrebbe dato nome al fiume, che da Fornovo, traverso la pianura, doveva giungere al Po.

Di notte, quando la luna fosse stata imminente sul Penna, avrebbero i due fratelli dovuto lasciarsi e mettersi ciascuno per la sua strada in cammino. Mentre il Ceno dormiva tranquillo, nella freschezza della sua cuna, il Taro adunato nelle vene della terra tutta la forza delle acque frementi, d’improvviso e tacito e furtivo, senza che il fratello se ne accorga, si mette a correre giù per la sua valle scoscesa. Quando la luna brilla sul Penna il Ceno si desta e cerca invano a se vicino il Taro fratello, che già dilungava rumoreggiando per le forre e giù dalle balze dei monti.

Invano il Ceno corre, corre e con fremiti di spume balza e rimbalza giù per la valle, ché quando arriva a Fornovo, e appena l’alba rompeva a oriente, già il Taro, disteso in grandi lame lucenti per il greto, correva alla foce del Po.”

(Francesco Zanetti 1870-1938)

Dallo slargo sterrato percorriamo a piedi la carrareccia fino al rifugio Faggio dei Tre Comuni a quota 1400 m. Qui si prende il sentiero contrassegnato dal segnavia bianco-rosso 871. Si procede in diagonale risalendo la faggeta che ricopre il versante sud del Monte Trevine, cosparsa di grossi massi e piccoli spiazzi pianeggianti dove un tempo si allestivano le carbonaie. Dopo due tornanti si prosegue ancora in diagonale fino a quando il sentiero punta verso Nord avvicinandosi ad un rio, che si attraversa poco più avanti piegando verso sinistra.

Da qui si continua senza cambi di direzione fino al bordo superiore della lunga parete rocciosa che costituisce il versante nord del Monte Trevine. Camminando a pochi metri dalla cresta, si raggiunge la sommità erbosa del monte a quota 1661 m dove si può ammirare la splendida veduta sul roccioso versante est del Monte Penna.

Chi vuole può ritornare sui propri passi, altrimenti si prosegue imboccando un canalino tra le rocce e percorrendo in diagonale la vetta erbosa fino a rientrare nel bosco. Con l’aiuto del segnavia si continua sul sentiero, spesso ridotto ad una lieve traccia, fino ad un varco di rocce dove s’incontra il segnavia triangolo giallo pieno delle Casermette del Penna. Si seguono i segnavia verso sinistra fino alla Forcella del Penna dove inizia il tratto esposto che conduce alla vetta del Monte Penna (1735 m). Da qui si seguono i segnavia verso ovest che portano al Passo dell’Incisa dove si segue la sterrata verso sinistra. Dopo un lungo tratto in piano la strada scende con due tornanti verso le sorgenti del Taro, quindi prosegue in piano verso le pendici del Monte Crociato. Piegando verso Nord raggiunge così località Faggio dei Tre Comuni a 4,5 km dal passo dell’Incisa.



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