Se il panorama del vicino rifugio Bertone contempla il Monte Bianco e la sua vetta, il Rifugio Bonatti è affacciato sul Grandes Jorasses. Vette incombenti e ravvicinate che da qui assumono una forma piramidale dalla bellezza difficilmente eguagliabile. Ci troviamo in Val d’Aosta ai piedi del Re indiscusso d’Europa, le Mont Blanc. Percorrendo l’ultima vallata di confine con la Francia, la Val Ferret, percorriamo uno dei più noti e facili sentieri del comprensorio sia per importanza storica, sia per bellezza paesaggistica offerta agli escursionisti.

Come arrivare
In autostrada si raggiunge Courmayeur dove si prosegue sulla superstrada del Traforo o lungo la vecchia strada statale per raggiungere Entrèves e La Palud. Proseguendo in auto o in bus sula strada della Val Ferret si supera Planpincieux e si raggiungono le poche costruzioni di La Vachey (1642 m). Superati anche i due tornanti successivi e un tratto tra grossi massi si raggiunge un ponte oltre il quale c’è una piccola costruzione in muratura che ospita uno spaccio di burro e fontina. E’ possibile scendere dal bus accanto al ponte. Lo spazio per i parcheggio non è grande, si trova ai lati della strada contrassegnato dalle linee blu a pagamento. Nei periodi ed orari di maggiore affluenza conviene lasciare l’auto a La Vachey e salire lungo la strada a piedi fino al ponte.

L’anello del Rifugio Bonatti
L’itinerario di tipo Escursionistico è piuttosto facile. Si imbocca la ripida carrareccia che inizia prima del ponte contrassegnata dai segnavia gialli 28, 42 e del Tour du Mont Blanc. Inizia con una bella salita in un bosco di larici secolari, imponenti, maestosi. Più in alto lasciano spazio a zone aperte, affacciate su vastissimi panorami. Dove la stradina diventa pianeggiante la si lascia e si sale a sinistra su un evidente sentiero segnato. Ci si alza obliquamente tra gli ultimi larici, si esce sui pascoli e si torna a destra in diagonale passando ai piedi del cucuzzolo su cui sorge il rifugio.
Un ultimo tratto verso sinistra porta al Rifugio Bonatti (2020 m). Dalla sua terrazza spazia il magnifico belvedere sulla vetta del Grandes Jorasses e la conca glaciale di Frébouze. Dal rifugio, dopo una breve salita si arriva all’Alpe Inferiore di Malatrà dove incontriamo la deviazione che porta a concludere il percorso ad anello. Per allungare l’escursione proseguiamo in salita verso il Colle di Malatrà dove su ampi pascoli la vista si apre ancora più imponente. Tra greggi di pecore e capre pranziamo in prossimità di un rifugio d’alpeggio per animali per poi tornare sui nostri passi fino al bivio precedente.

Dall’alpe inferiore voltiamo a destra sul segnavia 28A che scende e attraversa tre valloncelli. In prossimità del secondo incontriamo il torrente del Vallone di Malatrà e lo si attraversa su un bel ponte in legno. Poco più avanti si raggiungono i casolari abbandonati in rovina di Gioè. Qui si lascia il sentierino che continua a mezza costa verso Arnouva e il vallone di Belle Combe, si piega a sinistra iniziando a scendere tra i pascoli di fronte all’Aguille de Leschaux e al Mont Dollent. Si raggiunge una bellissima terrazza sull’intera Val Ferret prima di addentrarsi nel bosco di larici. Il sentiero a tornanti riporta quindi sulla strada di fondovalle pochi metri a monte del punto di partenza.
Il Rifugio Bonatti
Il Rifugio Bonatti è stato inaugurato nel 1998. E’ dedicato a uno dei più grandi personaggi dell’alpinismo mondiale, sicuramente tra i più amati in assoluto. All’interno dell’edificio sono esposte numerose fotografie di Walter Bonatti che raccontano delle sue ascensioni ma anche delle sue esplorazioni e dei suoi viaggi. Un giusto tributo in una struttura che sorge davanti al Monte Bianco per colui che ha amato più di tutti il massiccio e ha tracciato degli itinerari straordinari. La Est del Grand Capucin, il Pilier d’Angle, il Pilastro sud-ovest del Dru, lo Sperone Whymper delle Grandes Jorasses sono solo alcuni percorsi.

Su questi percorsi Bonatti ha continuato a salire verso i 4810 metri della cima, quasi ogni anno, anche in età avanzata come era solito ricordare in molte sue conferenze. L’ampia struttura può ospitare fino a 76 posti letto sia in camere dormitorio sia in camere da 2 a 4 posti letto con un bellissimo ristorante panoramico. E’ aperto da giugno a settembre e in molti weekend e si può prenotare dal sito internet dedicato dove spesso troviamo offerte per soggiorni con mezza pensione. Accanto all’edificio è stata realizzata una pedana per l’elisoccorso utilizzata in origine per la costruzione del rifugio e oggi per l’approvvigionamento alla struttura.




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