La primavera riaccende i colori delle escursioni e la brezza fresca di questi mesi aiuta gli amanti dei trekking a percorrere le famose crêuze di Liguria. Sui sentieri che si affacciano sul mare di Rapallo, ardenti in estate, paradisiaci nelle mezze stagioni, esploriamo i crinali che separano la riviera ligure di levante dalla Val Fontanabuona per rilassarci sulla terrazza panoramica del Monte Pegge.
L’anello del Monte Pegge
Parcheggiata l’auto in prossimità della cappelletta posta sul tornante apicale del Passo della Crocetta, prendiamo il sentiero che scende verso ovest seguendo il segnavia “tre pallini rossi” in direzione Pian dei Merli. Dai 594 m di partenza, il sentiero taglia quasi in piano il versante meridionale del Monte Pegge. Si passa accanto alla curiosa sorgente del Cucciottu de San Martin, in parte scavata artificialmente nella roccia, per poi arrivare alla sella del Pian dei Merli, chiamato anche Passo di San Quirico a 548 m.
Incontriamo il percorso che da Rapallo sale sulla vetta del Monte Pegge e lo seguiamo voltando a destra sulle tracce del segnavia “cerchio rosso barrato“. Una leggera salita iniziale accentua la sua pendenza avvicinandosi alle pendici del Monte. Il panorama inizialmente spazia ad ovest verso Montepegli, il crinale del Manico del Lume e la costa genovese, quindi si raggiunge lo spartiacque dove la vista spazia su tutto il Golfo del Tigullio. Prima di arrivare in vetta il percorso diventa molto ripido, a tratti su fondo roccioso. Si sale con l’aiuto delle braccia ripagati da un panorama mozzafiato su tutta la costa ligure.

Rifugio Margherita
La fatica viene premiata dalla splendida cornice che si apre sotto i nostri occhi arrivando al Rifugio Margherita. La struttura è stata ricavata dai resti di una casermetta e venne inaugurato nel 1997. E’ dedicato a Margherita, madre della signora Vittoria Castruccio, proprietaria della casermetta e del terreno circostante. Il rifugio è di proprietà dell’ANA, sezione di Rapallo, a cui bisogna rivolgersi per avere le chiavi. E’ dotato di un piccolo locale sempre aperto con tavoli, panche e brandine smontabili.

Seguendo le scale poste ai lati del rifugio si arriva sulla sommità del Monte Pegge dove si trovano i resti di un’antica fortificazione a scopo difensivo, nota come Castrum Lasaniae, in uso tra il XIV e il XV secolo. Il nome di questa fortificazione fa pensare che ci sia stato uno storico errore cartografico che ha scambiato il Monte Pegge con l’adiacente Monte Lasagna. Infatti proprio il Monte Lasagna sovrasta la frazione di Montepegli che condivide con “Pegge” l’origine del nome.
Ma cosa significa “Pegge” ?
Con il nome Pegge e con i suoi termini “Pegli”,”Pei”,”Feia”, che derivano dalle voci prelatine pei e fei, si fa riferimento alla presenza di una “Sorgente”
Completiamo il percorso ad anello percorrendo un tratto del Sentiero Chighizzola che collega il Monte Pegge al Santuario di Montallegro contrassegnato dal “rombo rosso pieno“. Si scende lungo la mulattiera panoramica tra alberi e arbusti contornando a meridione il ripido spallone della Punta dei Grondoni. Si percorre un bellissimo tratto sulla cresta per poi scendere in diagonale sul lato marittimo fino alla marcata insellatura del Torrente San Francesco e della Val Fontanabuona attraversata dal Valico della Crocetta.





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