Simone Modica

Mausoleo dei Crespi: reportage di una storia abbandonata

Una escursione che ci porta alla scoperta della famiglia Crespi. Un angolo abbandonato nelle parole di una storia tramandata.

Mausoleo dei Crespi: reportage di una storia abbandonata
Prima ti premia

Camminiamo in punta di piedi sulle spine dei rovi che avvolgono il sentiero, con passo lento si avanza senza avere certezza di essere sulla giusta via. Ancora un paio di tornanti e di fronte a noi un cancello semi aperto emerge dall’incuria del bosco. In una giornata cupa potrebbe sembrare l’ingresso di una casa degli orrori, ma ci troviamo in un luogo sacro. Nel rispetto di chi riposa e della loro famiglia, non verrà riportata la località.

Mausoleo dei Crespi
Ingresso del mausoleo

Siamo di fronte ad un mausoleo e tutto quello che sappiamo non deriva da fonti scritte. Intervistando gli abitanti della zona, che ci hanno aiutato a trovare il sentiero, possiamo datare la sua costruzione nel 1912 su un terreno che apparteneva alla famiglia Crespi. A nessuno è noto perché venne realizzato all’interno di un bosco e non fu costruito nei pressi del cimitero, non sappiamo se siamo di fronte ad una proprietà privata o se gli eredi hanno rinunciato alla successione del bene consegnandolo allo stato. Sicuramente è un luogo di difficile accesso, abbandonato al degrado e teatro di atti vandalici nel corso degli anni.

Mausoleo dei Crespi
Una stanza del mausoleo

La costruzione si sviluppa su due piani, al piano inferiore si trovano le spoglie di un ceppo della famosa famiglia, mentre al piano superiore troviamo la cappella con un pregevole altare in marmo. L’ultima inumazione avvenne nel 1965. Oggi le sale sono diventate rifugio di animali selvatici e alcuni barbari hanno distrutto l’altare al primo piano. Hanno rotto il vetro a protezione della bara e ultimamente hanno asportato le vesti talari, i suppellettili e alcuni busti che si trovavano nella sala inferiore. Le persone del posto ricordano da sempre questo mausoleo. La sua costruzione rappresenta un piccolo mistero non essendoci più persone abbastanza anziane da averne un ricordo diretto.

La famiglia Crespi

Il mausoleo fu costruito da Armando Giovanni Crespi, la sua ascendenza era molto legata ai luoghi di culto. Apparteneva alla famiglia dei facoltosi cotonieri dell’epoca e azionisti del Corriere della Sera. Gli abitanti raccontano di una sua relazione amorosa con una contadina della zona e che lontani suoi discendenti oggi lavorano in RAI, ma non abbiamo prove sulla verità di quanto affermano. Invece si conosce a fondo la storia del villaggio operaio Crespi d’Adda, patrimonio dell’Unesco dal 1995, realizzato da Cristoforo Benigno Crespi. Il museo a cielo aperto si trova in provincia di Bergamo, realizzato alla fine dell’Ottocento, oggi è visitabile. Il grado di parentela della famiglia bergamasca con Armando è però ignoto.

Mausoleo dei Crespi

Solo qualche scatto, una preghiera e ritorniamo sui nostri passi.
Il bosco ci avvolge come l’incertezza.

“Se riconosci questo mausoleo puoi aiutarci a scoprire la storia nei commenti del post. Non divulgare la località altrimenti non potremo pubblicarli.”



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