Isola Santa è fondata su radici povere, un terreno fragile e una storia difficile. Per alcuni è un semplice agglomerato di case vecchie, altri lo considerano un vero gioiello ritrovato. E’ una frazione del comune di Carregine e fa parte della Garfagnana, risplende tra le acque verdi del suo lago e una valle stretta delle Alpi Apuane. Oggi è una località dall’aspetto romantico, una meta alternativa per numerosi visitatori che nel weekend risalgono la tortuosa provinciale da Castelnuovo di Garfagnana. Molti si fermano a passeggiare sulle rive del lago, alcuni restano a pranzare nelle note osterie Mattarello e Casa del Pescatore, altri risalgono i crinali boschivi tra i sentieri escursionistici che offrono bellissime panoramiche sul borgo.

Il viaggio
Percorrendo l’autostrada A12 che attraversa la Versilia usciamo a Massa e voltiamo verso le scoscese pareti bianche delle Apuane. Una larga ma tortuosa strada, s’inerpica tra i paesi arroccati di Altagnana e Antona, offrendo panoramiche sempre più ampie sulla costa che si allontana. Superiamo il monumento a Papa Giovanni XXIII sotto la Falesia Campareccia e, dopo un susseguirsi di tornanti, arriviamo al Pian della Fioba dove partono alcuni percorsi escursionistici. Qui si può visitare l’orto botanico delle Apuane, raggiungere il rifugio Città di Massa o la Cappella del Cavatore.
La strada si addentra in un paesaggio impervio, costeggia le cave di marmo e in breve raggiungiamo il Passo del Vestito. Attraversiamo una galleria scavata nella roccia, una vera e propria grotta che ci porta tra i versanti della Garfagnana. Il paesaggio verdeggiante non offre più viste panoramiche, la strada sinuosa scende in una stretta vallata boschiva. Superiamo lo svincolo per Stazzema in direzione Castelnuovo e dopo diversi tornanti notiamo sulla destra un lago e un curioso gruppo di case.
Isola Santa
Il piccolo borgo sorge sulle rovine dell’antico hospitale di San Jacopo, luogo di sosta per i viandanti che attraversavano le Apuane e viaggiano a piedi tra la Versilia e la Garfagnana. Nel 1260 chi passava da queste parti doveva pagare una tassa di 80 lire e in cambio veniva data assistenza ai poveri, agli ammalati e ai contrabbandieri di sale. Alcuni documenti parlano di un piccolo paese fortificato, per la sua importanza strategica, che viveva nell’estrema povertà. I collegamenti erano piuttosto disagevoli con i centri abitati.
“Strade tanto cattive sono da Castelnuovo in là, che conviene andar la maggior parte a piedi”
Costantino Nobili, 1615

È una lunga storia di povertà fino al 1880 quando finalmente venne costruita la nota galleria del Cipollaio che sostituì l’arduo tracciato medioevale. Dopo l’isolamento finì anche la pace, nel 1949 venne costruita una diga per sfruttare le acque del Turrite Secca. Il corso d’acqua sommerse parte del borgo tra cui un vecchio mulino e un ponte medioevale che si trovano ancora oggi sul fondale del lago. Iniziarono così i problemi strutturali provocati dall’acqua e nel 1975 gli ultimi abitanti occuparono il fondale svuotato, in segno di protesta. L’inutile reazione portò al definitivo abbandono del borgo.
Solo nel 2000 il comune di Carregine ha iniziato un importante piano di recupero storico e ambientale. La chiesa di San Jacopo si presenta oggi ristrutturata e offre un’atmosfera da fiaba sul lago. Le casette di pietra dai tetti in ardesia vengono curate e affittate ai turisti regalando scorci magnifici ai visitatori.
Cosa fare
Con una facile passeggiata si può percorrere il sentiero che costeggia la sponda nord del lago dove si possono notare anche numerose postazioni dedicate agli amanti della pesca. Il sentiero CAI 145 porta invece nel cuore delle Apuane alla scoperta della Pania della Croce, la regina delle Apuane, la Pania Secca, il Pizzo delle Saette, il monte Corchia, Freddone e Sumbra. A tre chilometri dal borgo si possono ammirare le curiose Marmitte dei Giganti cavità tondeggianti create nella ghiaia dall’erosione dei torrenti in piena.

Per chi soggiorna più tempo sul lago di Isola Santa può raggiungere anche le località vicine. Tra le più celebri troviamo Fornovolasco dove si può visitare la Grotta del Vento, il Lago di Vagli che ospita un paese sommerso, l’Orrido di Botri, il più grande canyon naturale della Toscana, il Ponte del Diavolo nella Valle del Serchio e il borgo medioevale di Barga.





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