La piccola frazione di Arena è un borgo all’apparenza abbandonato. Il gruppo di case più basso, Arena di sotto, si può raggiungere da Favale di Malvaro attraverso una carrozzabile sterrata. La strada esiste perché un paio di agricoltori con le loro famiglie frequentano ancora il paese specie in estate quando i terreni vengono coltivati. Alcune case sono abitabili e in buono stato di conservazione, altre sono deserte, con le porte aperte all’abbandono. Quasi completamente distrutta è la graziosa chiesetta dedicata a San Vincenzo che risale alla prima metà dell’Ottocento, si trova al centro del paese, costruita in pietra e ardesia antica.

Percorriamo un breve sentiero che sale dietro i ruderi della chiesa e in breve si viene avvolti dal bosco. Superato il rivo Fosso Arena dopo una corta salita si raggiunge il gruppo di case di Arena di sopra. È un paese sepolto con le case ormai completamente ricoperte dalla vegetazione. Si passa attraverso un mondo antico, tra crinali verdeggianti esposti al sole e aspre coste di montagne impossibili da piegare. Case costruite pietra su pietra simboli della volontà e della scorza degli abitanti che qui lavorarono e vissero decennio dopo decennio.
Arena è ricordata sovente come luogo in cui si svolgevano feste campestri in occasione della transumanza. Proprio qui i mandriani si concedevano una sosta nei trasferimenti da fondovalle ai pascoli in quota. La salita verso il ripido crinale raggiunge infatti il passo d’Arena, crocevia delle antiche strade di comunicazione con l’entroterra, oggi usato per giungere sull’Alta Via dei Monti Liguri.
L’abbandono di Arena
Secondo alcuni manoscritti i contadini che vivevano ad Arena avevano tutti il cognome Boitano. La terra straordinariamente ricca offriva una vita dignitosa e a tratti gioiosa. Così fu, finché non arrivarono le strade asfaltate. Cambiarono i bisogni e i sogni delle persone con la convinzione di riuscire a trovare fortuna oltreoceano. I genitori del fondatore della Banca d’America, nacquero proprio in queste terre, dove ancora oggi si svolge l’annuale festa dei Favalesi d’America. Il motivo dell’abbandono di Arena quindi è legato alla posizione impervia e solo la volontà di alcuni nostalgici del luogo permette ancora oggi di notare alcune case con segni di manutenzione extra. Il sindaco di Favale auspicava, negli stanziamenti di fondi statali ed europei, la possibile rinascita del borgo. Ad oggi gli sforzi locali hanno provveduto solo a mantenere i sentieri puliti per collegare il borgo alle principali vie della rete escursionistica ligure.

Come arrivare ad Arena
Presa l’autostrada A7 si esce al casello di Genova Est. Si percorrono pochi metri e s’imbocca la diramazione a sinistra che gira i parcheggi e dopo il semaforo costeggia il torrente Bisagno (sulla sinistra). Percorriamo la statale 45 sino a Bargagli per poi prendere la provinciale 225 che porta il Val Fontanabuona attraverso le gallerie delle Ferriere. Si procede prima in discesa e poi in piano superando le frazioni di Lumarzo e Moconesi. Giunti a Cicagna si svolta a sinistra sulla provinciale 24 per Lorsica. Si prosegue sempre dritti fino a Favale di Malvaro dove prendiamo la deviazione per Alvari. In questa frazione lasciamo l’auto in prossimità di un incrocio dove un cartello indica la direzione per Arena verso la quale ci incamminiamo.



Rispondi