I forti di Genova: dal Forte Richelieu al Quezzi passando da Forte Ratti

Una escursione molto panoramica alla scoperta dei Forti di Genova. Siamo sulla piazzaforte di levante all'interno del Parco Urbano delle Mura.

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei Forti di Genova. Siamo all’interno del Parco Urano delle Mura di Levante, con i suoi 876 ettari è il più vasto polmone verde della città con ampi panorami che vanno da Capo Noli a Portofino, dal Santuario della Madonna della Guardia al Monte Antola. Anche la Lanterna di Genova, con le mura di San Benigno ormai demolite si può considerare parte delle fortificazioni genovesi.

Nel lontano 1626 la Repubblica di Genova, conosciuta come la Serenissima, decise di dotare la città di protezioni difensive per proteggersi da eventuali attacchi nemici sui monti. A Giovan Battista Baliani, uomo di scienza e amico di Galileo Galilei, venne affidato il compito di sovrintendere i lavori di costruzione delle Nuove Mura di Genova. La Liguria venne poi annessa al Regno di Sardegna che ampliò ulteriormente il sistema difensivo. Queste roccaforti hanno protetto Genova dagli attacchi navali della flotta francese del re Sole trasformandosi in centri di rifugio durante la seconda guerra mondiale.

L’ESCURSIONE

Si tratta di un percorso ad anello della durata di circa 4 ore (escluse eventuali soste) e di tipo Escursionistico. Dal casello dell’autostrada A12 di Genova Nervi si prosegue su Corso Europa fino al monoblocco dell’Ospedale San Martino dove voltiamo a destra. Si raggiunge in breve il quartiere di Chiappeto dove lasciamo l’auto in un piccolo parcheggio comunale gratuito.

Il nostro cammino inizia sulla creusa di Via alla Costa di Chiappeto che si trova a destra del parcheggio. Superate alcune case voltiamo a destra quindi ad un secondo incrocio a sinistra fiancheggiando la cinta muraria. Il sentiero prosegue sul pianoro erboso che porta fino al Forte Richelieu (408 m). Il suo nome deriva dal maresciallo Louis du Plessis, duca di Richelieu, che lo munì di opere difensive. Oggi è chiuso al pubblico e sede di ripetitori televisivi. Dal pianoro sul quale sorge si può godere di una panoramica su tutta la Via dei Forti di Ponente.

Si prosegue su una strada militare che porta a una cava di cemento e nella parte finale si passa accanto al rudere della Torre di Monte Longone. Su un mosaico decorativo a pietre grosse si arriva all’imponente Forte Ratti (564 m). La costruzione risale al 1700 e con i suoi 200 metri di lunghezza sorprende come possa essere stata realizzata una tale opera a questa altezza. Domina addirittura tre valli, il Bisagno, il Fereggiano e Sturla. Visitiamo alcune sale e grazie all’esposizione panoramica molto soleggiata si possono ammirare diversi giochi di luce.

Proseguiamo sulla cresta opposta dove il sentiero supera i resti della Torre Serralunga fino ad una spianata dove troviamo l’edificio dell’acquedotto e la particolare Torre Quezzi. La troviamo aperta e in stato di abbandono. Venne realizzata dal governo piemontese nel 1825 come avamposto dell’omonima struttura difensiva. Proseguendo in discesa si raggiunge infatti il Forte Quezzi, anch’esso in rovina. Fu costruito nel 1747 e completato dal generale Andrea Massena nel 1814.

Dal forte si può proseguire verso il centro abitato e seguendo le indicazioni per l’ospedale San Martino giungere nuovamente al quartiere di Chiappeto. Chi volesse proseguire l’escursione può raggiungere il versante opposto della Val Bisagno e percorrere il perimetro murario da Righi fino al Forte Diamante.

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